Ogni luogo del mondo meriterebbe di essere conosciuto. Ogni paese, ogni città ha qualcosa da insegnarci e sorprese con cui stupirci. Ma il viaggio si sa, ha tempi precisi, un biglietto aereo di andata e ritorno, una prenotazione alberghiera da rispettare, e a volte il desiderio di libertà deve sottostare alle regole della vita quotidiana, anche a migliaia di km da casa ……….. Si comincia da ciò che ci è più vicino, geograficamente e culturalmente, per spingersi poi sempre più lontani, per scoprire culture lontane, per scoprire il diverso, e soprattutto per conoscere qualcosa di più della nostra natura, quella più personale e più intima.

 

Così, dopo aver esplorato la vecchia Europa, il nord, sud e centro america, carabi compresi, ( quelli anglosassoni e quelli hispanici cioè le colonie spagnole in luoghi incantati dei carabi  estremamente vitali e dell’america latina), ora tocca all’oriente…………Una parola che rappresenta non solo un continente immenso, ma una moltitudine di culture così diverse dalla nostra………

 

Il terzo mondo, quelle religioni che sono quasi filosofie di vita, che impregnano ogni gesto della vita quotidiana trasformandola in un capolavoro di armonia e che noi ci troviamo sempre più spesso ad imitare!

 

Da dove cominciare allora per esplorare la parte più profonda della nostra anima????? da luoghi estremamente turistici? Dalle vette dell’Himalaya ???? o da un paese che pur essendo lontano è ancora in qualche modo legato alla cultura occidentale???????? Ed eccoci allora al gate d’imbarco per un volo che in sole 12 ore, senza scali e senza cambi, ci porterà a Kuala Lumpur, la capitale della Malaysia!

 

Andremo in luoghi non ancora battuti dal turismo di massa ma che ci garantiscono un approccio soft con l’oriente leggendario, dove potremo trovare tutto quello a cui siamo abituati e molto, molto di più….

 

Sbarchiamo sulla luna! Non ci aspettavamo certo una metropoli così occidentalizzata! La metropolitana soprelevata, che corre sopra ad antichi templi cinesi e induisti, attraversa quartieri dove si concentra una grandissima ricchezza, a fianco di grattacieli fantastici, vere e proprie opere d’arte architettonica e negozi di un lusso sfrenato!

 

A guardar bene scopriamo subito che la Malysia è un paese multi etnico, in cui convivono tante razze diverse, come del resto in tutto l’oriente, a causa di una storia che negli ultimi 100 anni ha forzatamente mischiato tutto e tutti! Così, nello stesso vagone della Monorail, la metropolitana soprelevata, sono seduti fianco a fianco malesi, cinesi, indiani, indigeni Orang Asli, donne in antico abito tradizionale, il sarong, donne musulmane con il velo o donne d’affari in rigoroso tailleur, monaci buddisti vestiti d’arancione, qualche occidentale.

 

Il mito dell’America è molto, molto lontano; Manhattan e Beverly Hills sono già demodè…..…….. il futuro è da queste parti, nell’antico oriente!!!!! Per cercare di concentrare in pochi giorni un intero paese,…o quasi……….ci vuole molta risolutezza e tutta la cultura che abbiamo acquisito con anni di esperienza: vietato perdersi tra le mille tentazioni di uno shopping che definire a buon mercato è un po’ semplicistico, oppure tra i mille lussi di hotel 5 stelle super iper lusso che in occidente solo sceicchi e star del cinema si possono ancora permettere, dobbiamo proseguire…….dobbiamo resistere per scoprire quanto c’è fuori da questa metropoli tentacolare!

 

Così decidiamo di prendere il volo per una località che sappiamo essere il cuore della cultura malese: lo stato del Terengganu, sulla costa nord orientale del paese, affacciato sul Mar della Cina. Sicuramente l’aeroporto già ci accoglie in maniera diversa: siamo nello stato maggiormente tradizionalista del paese, anche dal punto di visto religioso. La Malaysia è ufficialmente un paese Musulmano ma salta subito all’occhio che, nonostante alcune abitudini, come quella per cui molte donne indossano il velo e viene rispettato il Ramadan, la Malaysia è un paese che si è convertito al islam a tavolino, e cioè per poter contrastare in modo forte l’incalzare della cultura cinese, che si è diffusa velocemente e si è infiltrata in ogni settore della vita del paese.

 

La natura ci appare subito protagonista: il verde della vegetazione ha un colore accecante, fortissimo, e attraversando in taxi i villaggi di questa zona ci appare subito chiaro che siamo molto lontani dalla capitale. Le abitazioni della gente si fondono con le palme secolari o con i mille alberi in fiore di cui non sappiamo nemmeno i nomi. La gente ti accoglie nella propria casa per il senso di innata ospitalità e per la disponibilità che li contraddistingue! Siamo nel cuore della tradizione orientale, dove troviamo subito il calore e il sorriso, il rispetto per ogni forma di vita, per ogni essere umano e non, la disponibilità, ……..Tipiche dell’oriente, o forse siamo nel cuore dell’oriente che stavamo cercando!

 

Dalla capitale, Kuala Terengganu dobbiamo raggiungere il “porto” da cui imbarcarci per approdare in uno dei paradisi tropicali meno conosciuti: le isole Perenthian, nello splendido mar della Cina. Le Isole Perenthian, sono due, la Piccola e la Grande e sono lontane circa un ora di navigazione dalla costa. Ma il tempo della traversata chiaramente dipende dall’imbarcazione che si sceglie: speedy boat, fast boat, oppure solo ………….boat!!!? ecco, noi scegliamo solo la “boat”, la barca semplice, tradizionale, rumorosa…………….e le ore di navigazione aumentano………sono più di due!!! Scegliamo di imbarcarci dal Molo di Tok, alla foce di un fiume che non è il fiume Terengganu……….arriviamo a Tok…….ma …..il porto, …………….dov’è????? L’imbarcadero è un groviglio di pontili di legno che accompagnano a mille barchette di legno colorate, affondate, incastrate tra di loro!

Se lo avessimo saputo prima????!!!!!!!!!!! Ma un pizzico di avventura a volte non guasta e anzi, serve ad entrare maggiormente in contatto con la popolazione, con la vita quotidiana degli indigeni. Appena sbarcati ci rendiamo conto che la traversata sarebbe potuto durare anche molto di più.

 

L’isola di Perenthian merita ore e ore di navigazione. Sembra di essere sbarcati in paradiso! Un paradiso circondato da acque cristalline di un azzurro intenso e ricoperto dalla lussureggiante vegetazione tropicale . Via le scarpe; nell’isola non ci sono strade e si cammina rigorosamente scalzi, sulla sabbia corallina finissima come borotalco e di un bianco accecante. Piccole calette suddividono la spiaggia e grandi massi di roccia granitica bianca dividono le calette! I Resort, dotati di ogni confort, sono piccoli ed estremamente accoglienti. L’isola di Robinson Crusoe esiste ancora e tanti naufraghi di “lusso” la abitano ancora! Esplorare l’isola oppure la barriera corallina??? godere dei colori del mare e del cielo e meditare nel silenzio della giungla o di una baia difficile da raggiungere oppure partecipare alla vita del resort??????? Forse queste domande non hanno ricevuto alcuna risposta durante il nostro magico soggiorno in quest’isola……….perchè il piacere di essere li si accavallava ai programmi per nuove e più lontane esplorazioni. Come sarà l’isola di Redang che è a un oretta di barca??? E le isole del mar delle Andamane, sulla costa occidentale della Malaysia???

 

E la voglia di andare avanti, di proseguire il viaggio è grande, forte. Si riparte quindi , ma stavolta in Speedy boat, per non perdere tempo in trasferimenti che ci fanno avere per troppo tempo l’acquolina in bocca. Vogliamo scoprire una vera città malese. Eccoci a Kuala Terengganu. Le città in Malaysia hanno sempre un nome che racconta il legame strettissimo tra la vita degli uomini e la natura. In ogni letto di un fiume abbiamo una quindi una città che si chiamerà Kuala Lumpur, Kuala Terengganu, oppure sulla costa di una montagna ecco Kota Baru, Kota Kinabalu……… Che legame forte l’uomo e la natura. Ma forse perché qui la natura è ancora reale, prorompente, padrona della vita degli uomini che seguono ubbidienti le sue leggi e i suoi tempi.

 

Siamo infatti all’alba del monsone. Le piogge cominciano ad essere sempre più abbondanti ed insistenti ma aggiungono ancora un pizzico di fascino ad una città dove un piacere è anche sedersi in una panchina ad osservare la gente che passa: i bambini in divisa che escono ordinatamente  da scuola, le donne di casa che vanno a fare la spesa, i venditori ambulanti di ogni genere di merce, uomini d’affari con la loro valigetta. E tutto questo tra la moschea, il palazzo del sultano e il parco cittadino, addobbato a festa con mille bandierine malesi per i festeggiamenti dei 50 anni dell’indipendenza dal Regno Unito. E poco più avanti ecco il mercato, china town e i cinesi intenti, con perizia millenaria, ad intrecciare rami per costruire le loro antiche giunche che solcano le acque di questi fiumi limacciosi.

 

Rientriamo a Kuala Lumpur via Kota Bahru ma non possiamo lasciare il paese senza prima aver scoperto l’antica capitale della colonia portoghese, olandes, inglese. Prendiamo allora un pullman di linea che comodamente in due ore ci accompagna al centro di Malacca ( Melata), un vero e proprio scrigno di gemme preziose e di tanta storia! La Malaysia è un paese facile da visitare ma dove i contrattempi non mancano quanto la necessità di doversi adattare a situazioni bizzarre!

 

Fondamentale sapere parlare un po’ di inglese. Ma non è indispensabile parlare perfettamente in Cockney, anzi….. a volte sembra un intralcio conoscere la pronuncia esatte delle parole. E’ un inglese…: per tutti!!!!!!!! E così, Selamat Jalan è l’ultima parola che pronunciamo prima di prendere nuovamente il volo per Roma.

 

Ed ecco che le nostre aspettative si sono pienamente esaudite: siamo partiti da una capitale occidentale per finire nel cuore della cultura tradizionale malese. Abbiamo scoperto i luoghi in cui si sono mosse le gesta di eroi leggendari che hanno rallegrato l’infanzia di molti di noi, I pirati e Sandokan in prima fila e dove Hesse ha voluto ambientare il suo " Viaggio in India"!!!

 

Nessuna aspettativa è stata tradita, anzi! La malaysia ci ha  aperto la strada per nuove grandiose esplorazioni…. 

LA TERRA DI DOMANI

IL NOSTRO VIAGGIO IN MALAYSIA

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