TIBET

Il Paradiso è tra le Montagne

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Il fascino immutato del 

Partiamo anche quest’anno…. Per dove?

Improvvisamente una luce è apparsa:  TIBET! Ho dato voce ad un sogno che avevo da tantissimi anni e che avevo sempre considerato solamente  un bellissimo sogno, qualcosa di impossibile, troppo lontano, irraggiungibile. E invece la risposta che ho avuto è stata proprio incoraggiante: SIII, TIBETTTT

Chiaramente il Tibet da solo non può stare; un  salto in Cina è obbligatorio anche per motivi strettamente burocratici, ma questo è un altro viaggio. 

Il Tibet sembra davvero qualcosa di impossibile, di infinitamente lontane, di irraggiungibile e invece abbiamo deciso di andare proprio in TIBET perché non c’è niente di troppo lontano e difficile e ad ulteriore prova di questo abbiamo scelto di attraversare metà della Cina…che non è piccola….. in Treno con il TRENO DEL  PARADISO!!!! Una favola,  un programma meraviglioso anche per esperti viaggiatori come noi!

Non ci resta che mettere a punto ogni dettaglio, studiare e partire!

Dopo 4 giorni Pechino voliamo 2 ore e raggiungiamo una piccola cittadina cinese (appena 2 milioni di abitanti) e da qui, dalla stazione megagalattica di XINING saliamo sul treno del Paradiso,  noto come anche treno del Cielo che in appena 22 ore ( qui in Cina i numeri sono tutti numeri grandi: distanze, abitanti….) ci porterà nella terra del Buddismo, degli Yak, delle bandierine al vento! 

Il treno è comodo e confortevole e questo ci mette a nostro agio anche perchè qui dobbiamo passare ben 22 ore e soprattutto perché raggiungeremo addirittura quota 5025 metri al passo di Tanggla….mai stati a più di 4300 metri e anche questa sarà una nuova esperienza, un viaggio nel viaggio. Niente paura….il treno è attrezzato con bocchette di ossigeno per il mal di montagna. Fa presto sera tra le dolci, morbide montagne del Tibet settentrionale e da qui lentamente, cominciamo ad inerpicarci nella catena dell’Himalaya….questo nome mi fa già un gran bell’effetto! Altri viaggiatori europei insieme a noi e nei nostri occhi, negli occhi di tutti,  la stessa emozione e le stesse aspettative! 

Passano le ore e il paesaggio si fa sempre più incredibile, lunare! Le montagne non sembrano poi così alte, sono morbide, verdeggianti, brulle ma vive! Mandrie di Yak che pascolano placidi  ci guardano mentre lentamente saliamo tra le montagne del primo Tibet. Tende qua e là di nomadi pastori di questa paesaggio lunare spiccano bianche nella notte stellata e brillante. La luce delle stelle quassù è abbagliante, sembrano a portata di mano e questo ci permette di godere di un paesaggio che sicuramente non vedremo mai più. I nostri occhi sono impressionati e abbagliati da tanta bellezza.  Qua e là chiazze di neve; stiamo viaggiando a 5000 mt, sul famoso Permafrost e questo ci inebria ancora di piu. I cinesi, per costruire questa imponente opera architettonica, la ferrovia più alta del mondo di ben   1147  Km,   hanno creato tubature sotterrane  per non alterare la temperatura naturale dello strato perennemente ghiacciato, rendendo il viaggio quindi più sicuro. Il treno procede molto lentamente; sembra quasi lo faccia appositamente per regalarci paesaggi mozzafiato e scene indimenticabili che ci lasciano estasiati. Siamo in pieno deserto, una zona dove davvero piove raramente e dove non c’è vegetazione. Incredibilmente davanti ai nostri occhi altissime dune di sabbia, come quelle che abbiamo visto nel Sahara…..Chiaramente l’altitudine  si fa sentire ma è talmente grande l’emozione di vivere questi scenari che il mal di testa passa in secondo piano!

Alle ore 12 puntualissimi arriviamo a Lhasa, ad appena 3640 mt di quota…si fa per dire!

Lhasa, è sempre stato un miraggio; ho sempre visto bellissimi documentari in cui i monaci vestiti di rosso fanno girare le campane dei templi buddisti delle montagne tra mille preghiere mosse dal vento! Poco di più si sa di questa incredibile città avvolta dalle cime più alte del mondo!  Siamo accolti subito dalla nostra guida con un sorriso caloroso e confortante che non dimenticheremo, segno di una cultura generosa, e partiamo subito per il nostro albergo al centro della città! E’ importante riposare il primo giorno per potersi adeguare alla quota senza troppa fatica ma noi cominciamo a fare subito mille domande curiosi di scoprire un mondo davvero nuovo!

Si…. la curiosità è davvero troppa, siamo arrivati fin qui e un po’ di mal di montagna per carenza di ossigeno non ci fermerà! Quindi, doccia, pranzo veloce e scarpe comode!

Chiacchierando ci incamminiamo verso la città vecchia e percorriamo un paio di vicoli graziosi con edifici decorati in stile locale! Poi,  all’improvviso giriamo l’angolo e……rimaniamo a bocca aperta!!!!!!!!! Tra gli edifici tradizionali, adornati da fregi bellissimi e tantissime bandierine con i colori buddisti  ecco una grande folla colorata;  tutti tibetani in abiti tradizionali  con la mano destra impegnata a far girare l’inseparabile campana, le tradizionali  trecce sulle spalle e i cappelli stravaganti.  Tutti camminano in senso orario intorno al tempio Jokhar. L’incenso brucia nei grandi camini bianchi, pellegrini che pregano di fronte all’ingresso del tempio  e tantissime bandierine con le preghiere volano al vento! Il sole è caldo, l’aria trasparente, il cielo azzurro intenso e l’atmosfera  mistica ci avvolge!  Rimaniamo a lungo senza parlare, siamo rapiti dai colori, dai suoni e da questa magica sensazione di benessere e di appartenenza! Siamo a nostro agio, si respira serenità qui! Raramente succede di voltare l’angola di una strada e trovarsi finalmente in un luogo dove sei sempre stato, a cui appartieni, in cui ti senti bene, che ti rapisce!  Tutti hanno volti sereni, sorridenti, ti guardano negli occhi e ti accolgono!!!! Mamma mia….dopo giorni grigi a Pechino questo posto accogliente e caloroso ci piace molto davvero, tra l’altro qui anche il cielo è  bellissimo!

Seguiamo la scia e percorriamo anche noi, rapiti completamente, il giro del tempio in senso orario.  Riusciamo a dirci solamente: …siamo appena arrivati, questo è solo l’inizio! Infatti quel pomeriggio è stato solo l’inizio di un viaggio entusiasmante, indimenticabile, immenso, tra cielo e terra! 

Il giorno dopo la nostra guida ci accompagna all’interno del tempio e ci racconta il senso di ogni  rappresentazione, di ogni dettaglio. Bruciano ovunque candele con burro di yak che rendono l’odore del luogo assolutamente indimenticabile. I colori intensi delle tappezzerie, dei rivestimenti di questo tempio e di altri simili ci avvolgono e ci portano in un'altra dimensione.

Il bello del Tibet è che non è un museo da ammirare o un libro da leggere, ma è un esperienza da vivere, è un luogo che non ha passato; il passato corrisponde al presente e al futuro. Gli attimi sono inseparabili. Seppur visitiamo luoghi e templi costruiti oltre mille anni fa scopriamo che sono estremamente vivi, che ogni tibetano li vive giornalmente e li riempie ancora del proprio vissuto, per perpetuare l’eterno senso della vita, propriamente buddista, delle tre esistenze di passato, presente e futuro.  Dal Tempio, dove si trova appunto la raffigurazione del Budda, andiamo a visitare un monastero, dove vivono i monaci tibetani, quelli vestiti di rosso, con i capelli rasati, inseparabili dal loro rosario, e rimaniamo estasiati da uno spettacolo davvero inaspettato. Partecipiamo da spettatori al “Dibattito".  

In un giardino tra gli alberi tantissimi monaci a gruppi di due  si confrontano sulle scritture; uno è a sedere e chiede spiegazioni mentre l’altro è in piedi e argomenta le sue spiegazioni  compiendo un gesto rituale davvero unico per rafforzare la sua ragione, schioccando le mani e muovendo il rosario! Che gran bel modo di discutere! Si respira armonia, pace, rispetto! In questo tempio circa 1000 anni fa infatti i Tibetani hanno appeso le armi al chiodo e, nonostante le recenti vicissitudini, non le hanno più imbracciate e credono ancora fermamente nel valore della pace e del rispetto. Abbiamo da imparare...!!

Il giorno successivo lo dedichiamo alla visita del simbolo di Lhasa e del Tibet intero, il mitico Palazzo del Potala, la residenza ufficiali di tutti i Dalai Lama. Peccato che l’ultimo abbia potuto vivere questo splendido luogo solo poco più di due anni….. Il palazzo domina l’intera città; è stato costruito e ampliato costantemente su di una collina considerata sacra, a forma di elefante. Possente, inespugnabile è di una bellezza mozzafiato, per gli scorci che regala e per i suoi preziosi interni che conservano le scritture sacre, gli appartamenti dei Dalai Lama e la storia del Tibet in generale. Grazie alla nostra guida riusciamo ad entrare nel senso del luogo che per noi occidentali è davvero così diverso, lontano, impenetrabile.  

Poi visitiamo la residenza estiva del Dalai Lama, alla periferia della città di Lhasa. Ci sono le sale in cui riceveva  altri capi di stato, in cui studiava, in cui pregava...purtroppo il Dalai Lama dal marzo del 1959 è stato costretto a lasciare questo luogo e trovare rifugio a Dharamsala, nella vicina India.  La massima autorità religiosa e politica dello stato sovrano del Tibet è stato costretto ad andare in esilio con l’arrivo dell’occupazione Cinese. Difficile riuscire ad avere impressioni in merito dalla gente locale; non si può parlare di questo.

E per noi è difficile rimanere indifferenti di fronte a questa triste situazione che ha già generato morti, suicidi e immolazioni. I monasteri che per secoli hanno ospitato migliaia di monaci arrivano oggi a contarne  a malapena 500; gli altri hanno trovato la possibilità di vivere liberamente la loro fede in India.  Qualsiasi attività quotidiana è appesantita da una burocrazia opprimente e i limiti alla libertà individuale sono davvero tanti, purtroppo!

Credo che dovere di un viaggiatore sia quello di raccontare, far conoscere, anche le cose spiacevoli.  Purtroppo qui la libertà per come la intendiamo noi non c’è ma la speranza è quella che questo popolo possa mantenere le sue tradizioni, la sua lingua, la cultura, la fede e un paese pulito, autentico, dove il sole splende sempre, dove il cielo è azzurro, dove il sorriso brilla negli occhi e nel cuore di gente davvero generosa e ricca di rispetto!

Riprendiamo la nostra strada per l’ultima tappa, l’antichissimo monastero di Samye, nascosto tra le montagne lungo il fiume Bramaputra! Magia delle magie, veniamo accolti da un canto bellissimo, chiamato “l’ inno alla felicità” cantato da un gruppo di giovani ragazzi alternato al coro delle ragazze. Trascorrono il pomeriggio cantando  e muovendosi secondo una coreografia antica  millenni per partecipare ai lavori di ristrutturazione del pavimento dell’antico monastero! Questa melodia ci entra dentro e forse è davvero il modo più bello e  adatto a ricordare questo  paese speciale!

Il TIBET è davvero un paese meraviglioso, un paese di pace, bellissimo, incastonato come una gemma preziosa tra le montagne più alte del mondo, lontano anni luce da arroganza e prepotenza. La vita qui è semplice, fatta di ritualità, preghiera, semplici rapporti umani e di un paesaggio mozzafiato! Le bandierine delle preghiere  svolazzano mentre decolliamo da Lhasa per Chengdu, la Cina vera. A lungo sorvoliamo queste montagne incantate e abbiamo il privilegio, l’onore, di ammirare anche se da lontano, il Chomolungma, cioè la montagna Madre dell’Universo, l’Everest!

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